«Una corte a cui manca la trasparenza» fu definita dal primo ministro in carica Albin Kurti le camere specializzate del Kosovo, che due giorni fa hanno annunciato il rinvio di 60 giorni del termine per proclamare la decisione sull’ex presidente Hashim Thaci, sugli ex capi parlamentari Kadri Veseli e Jakup Krasniqi e sull’ex deputato Rexhep Selimi, che da circa sei anni si trovano nel centro di custodia cautelare all’Aia poiché sono stati accusati di crimini di guerra e crimini contro l’umanità durante l’ultima guerra nel Kosovo.
Nel giorno in cui il parlamento del Kosovo ha approvato la modifica costituzionale che ha aperto la strada all’istituzione della Corte, Kurti lo ha definito come una delle giornate più difficili per il paese.
«Per quanto riguarda la decisione della Corte Speciale di rinviare di due mesi, se non sbaglio, la decisione, l’abbiamo saputa come tutti voi. Poiché il governo del Kosovo non ha accesso alle dinamiche e agli sviluppi che avvengono presso la Corte Speciale, la quale non è caratterizzata dalla trasparenza per il nostro Paese al servizio del quale si dice che sia. Ancora una volta sottolineo che il Kosovo ha bisogno di una corte normale, non di corti speciali. L’emendamento n. 24 della Costituzione del 3 agosto 2015 è uno dei giorni più difficili per il Kosovo indipendente e per la nostra Repubblica democratica e tutte queste conseguenze ora sono», ha dichiarato.
Per i quattro alti funzionari del paese e per gli ex membri dell’UCK, il capo ad interim dell’esecutivo ha espresso fiducia che fossero innocenti e che siano detenuti ingiustamente all’Aia.