Shalva Papuashvili, presidente del parlamento georgiano proveniente dal partito Georgian Dream, ha detto che la guerra in corso in Ucraina ha già «almeno due perdenti» — l’Ucraina stessa e l’Unione europea.
Ha detto che l’Ucraina, che ha perso centinaia di migliaia di cittadini e la cui economia è stata devastata negli anni di conflitto, ora deve accettare la perdita dei propri territori. Ha aggiunto che l’Unione europea ha sostenuto «il peso di sostenere finanziariamente l’Ucraina», cosa che può essere vista anche come una forma di sconfitta.
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Papuashvili ha pronunciato questa dichiarazione riassumendo la sessione autunnale del parlamento georgiano, affrontando, tra le altre questioni, i rapporti della Georgia con l’Unione europea.
Ha criticato aspramente la politica estera dell’UE, definendola «immatura». Ha detto che il piano dell’UE di eliminare i requisiti di visto per alcuni gruppi di cittadini georgiani è un esempio di «segregazione politica».
Nello stesso contesto, Papuashvili ha accusato Bruxelles di «etichettare le persone senza ordini del tribunale» e di utilizzare una politica di sanzioni che, a suo avviso, conduce l’UE «verso un abisso politico». Ha paragonato l’Unione europea a «un adolescente abbandonato da un tutore» che ha assunto il ruolo di «poliziotto del mondo» senza le qualifiche adeguate.
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Le conclusioni affermano che «le azioni delle autorità georgiane non soddisfano le aspettative dell’UE riguardo a un paese candidato».

Valutando il lavoro interno del parlamento, Papuashvili ha detto che il 2025 è stato un periodo di «attività legislativa produttiva» e di passi importanti verso riforme istituzionali.
Ha anche difeso il nuovo Codice Elettorale, descrivendone l’adozione come una preparazione de facto alle prossime elezioni parlamentari del 2028.
Nel complesso, Papuashvili ha sostenuto che il parlamento ha lavorato «nell’interesse dei cittadini della Georgia» per tutto l’anno.
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«Uno degli obiettivi principali della repressione è la soppressione della libertà di espressione.»

Riassunto della sessione autunnale del parlamento georgiano