Appello ad aprire gli archivi sovietici in Georgia
In una recente risoluzione sulla Georgia adottata dal Parlamento europeo, si osserva che la mancanza di attività accademiche e di educazione storica sull’occupazione sovietica della Georgia e sulle sue conseguenze a lungo termine rimane una sfida seria.
Secondo la risoluzione, questa lacuna contribuisce alla diffusione di manipolazioni storiche e campagne di disinformazione, motivo per cui gli eurodeputati chiedono alle autorità di aprire gli archivi dell’epoca sovietica.
Il 17 giugno il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione sulla Georgia che, tra l’altro, chiede sanzioni contro i funzionari senior del partito al governo Georgian Dream e il suo fondatore Bidzina Ivanishvili, il rilascio dei prigionieri politici e l’abrogazione delle leggi repressive. La risoluzione è stata sostenuta da 436 eurodeputati, opposta da 145, e 47 si sono astenuti.
La risoluzione afferma che la Russia sta sfruttando la situazione a proprio vantaggio al fine di indebolire le aspirazioni euro-atlantiche della Georgia.
In questa cornice, gli eurodeputati sottolineano l’importanza di studiare il periodo di occupazione sovietica, documentare i fatti storici e informare l’opinione pubblica.
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Secondo la risoluzione, particolare attenzione dovrebbe essere data alla conservazione della storia della repressione politica sovietica, delle uccisioni di massa e della resistenza all’occupazione sovietico-russa, nonché a come questi eventi si riflettono nella memoria collettiva.
La risoluzione evidenzia il ruolo degli storici indipendenti, dei ricercatori e delle organizzazioni della società civile in questo processo e menziona specificamente l’organizzazione georgiana “SovLab” (Laboratorio per lo Studio del Passato Sovietico).
Gli eurodeputati esprimono anche preoccupazione per la restrizione sistematica dell’accesso agli archivi statali relativi alle repressioni e ai crimini commessi durante il periodo di occupazione sovietica.
La risoluzione chiede alle autorità georgiane di garantire un accesso pieno, trasparente e non discriminatorio agli archivi dell’era sovietica per studiosi, ricercatori e organizzazioni della società civile.
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Che cos’è SovLab?
“SovLab” (Laboratorio per lo Studio del Passato Sovietico) è un’organizzazione georgiana di ricerca non governativa fondata nel 2010. Il suo obiettivo principale è studiare il passato sovietico della Georgia, inclusa la repressione, l’occupazione e l’eredità del sistema totalitario, nonché sensibilizzare l’opinione pubblica su queste questioni.
L’organizzazione opera in diverse aree:
- Ricerca di archivi e documenti dell’epoca sovietica
- Collezionando e documentando le storie delle vittime della repressione sovietica
- Preparazione di progetti educativi, mostre e pubblicazioni
- Promozione della conoscenza dell’occupazione sovietica e della resistenza anti-sovietica
- Preservare la memoria storica e contrastare la disinformazione
Una delle aree di lavoro tra le più note di SovLab è la ricerca sulla repressione sovietica, la rivolta del 1924, i movimenti per l’indipendenza e le vittime del regime sovietico. L’organizzazione ha anche partecipato allo sviluppo del concetto per un Museo degli Scrittori Repressi.
Nelle risoluzioni del Parlamento europeo, SovLab è spesso citato come parte importante della ricerca storica indipendente e della società civile che lavora nello studio del passato sovietico.
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