Migliaia di cittadini si sono riuniti questa domenica nella piazza «Skënderbeu» a Pristina, partecipando alla quinta notte di proteste contro la decisione delle Camere Specializzate del Kosovo all’Aia.
Le proteste sono iniziate il 16 settembre, dopo la pubblicazione della sentenza contro l’ex presidente Hashim Thaçi, gli ex presidenti del parlamento Kadri Veseli e Jakup Krasniqi, nonché l’ex deputato Rexhep Selimi, i quali sono stati condannati per crimini di guerra.
Migliaia di cittadini si sono riuniti nuovamente nella piazza «Skënderbeu», sventolando una grande bandiera nazionale con l’emblema dell’Esercito di Liberazione del Kosovo e tenendo cartelli con le scritte «No nel mio nome», «Nessuna pace senza giustizia» e «La libertà ha un nome».
Tra i manifestanti ci sono anche i familiari degli ex capi dell’UÇK, tra cui i figli di Hashim Thaçi, Kadri Veseli, Rexhep Selimi e Jakup Krasniqi.
L’organizzatore della protesta, Çlirim Haziri, ha chiesto al Governo del Kosovo di aumentare il sostegno finanziario per la difesa degli ex capi dell’UÇK nei processi giudiziari all’Aia.
«Chiediamo al Governo del Kosovo di rafforzare il sostegno finanziario per la difesa dei capi dell’UÇK», ha dichiarato davanti alla folla.
Le proteste, che sono iniziate immediatamente dopo la proclamazione del verdetto, proseguono ogni notte nella capitale, trasformando la piazza «Skënderbeu» nell’epicentro della reazione civica contro la decisione delle Camere Speciali.