giovedì, Febbraio 2, 2023
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Media in Polonia: la censura di stato risparmia TVN, per ora

Nella battaglia del governo polacco contro la libertà di stampa il PiS ha subito la sua prima sconfitta

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In Polonia, il partito al potere PiS, Diritto e Giustizia, sta attuando una vera e propria battaglia contro i media non statali. O, per meglio dire, i media non allineati.

La situazione dei media in Polonia

Secondo Reporters Without Borders, l’organo internazionale che misura la libertà di stampa nel mondo, la Polonia nel 2021 è scesa di due posti rispetto al 2020. Per lo più, da quando PiS è salito al potere, nel 2015, il ranking polacco è in caduta libera. Infatti, il paese è passato dalla 18esima alla 64esima posizione nel World Press Freedom Index-ranking, il minimo storico del paese. Anno dopo anno, il governo polacco ha incentivato le sue politiche a scapito della libertà di stampa. Infatti, dopo aver consolidato il controllo dei media statali, il governo sta perseguendo la sua “ripolonizzazione” dei media privati. L’obiettivo dichiarato è quello di influenzare le loro politiche editoriali o, in altre parole, di censurarli.


Il senato respinge il disegno di legge sulla riforma dei media


Gli step alla fine della libertà dei media in Polonia

Come parte della campagna di “ripolonizzazione”, nel 2015, il PiS ha riorganizzato i meccanismi di gestione dell’emittente pubblica, TVP, per metterla sotto il controllo diretto del governo. Difatti, negli anni successivi, alcuni studi hanno riscontrato parzialità nelle trasmissioni di TVP proprio a favore del partito al potere. La comunità giornalistica è stata anche scossa, l’anno scorso, dalla massiccia acquisizione di media indipendenti da parte di aziende statali. Ciò concede al governo un controllo senza precedenti del mercato dei media. Infatti, la quasi totalità dei giornali regionali, 20 su 24, pubblicati dalla compagnia Polska Press, di proprietà tedesca sono ora controllati dalla compagnia petrolifera statale PKN Orlen. Così come le testate giornalistiche online, le quali hanno un bacino di lettori di più di 17 milioni di utenti.

Black mirror

Nel periodo precedente alle elezioni presidenziali di metà 2020, l’imparzialità dei media in Polonia ha raggiunto l’apice. Infatti i media statali hanno sostenuto palesemente la campagna di rielezione del presidente, Andrzej Duda, screditando costantemente il suo principale rivale. Inoltre, a febbraio 2021, la nuova tassa proposta sulle entrate pubblicitarie è considerata come un ulteriore passo nella strategia di censura del governo. Allora, i media hanno reagito con la protesta degli schermi neri, oscurati per 24 per denunciare la mossa del PiS. Infine, l’emittente televisiva statale, TVP, ha partecipato a una vera e propria campagna di odio contro i critici del governo. Tale battaglia ha preso di mira, in particolare, l’emittente privata TVN, di proprietà dell’americana Discovery.


E’ la fine della libertà di espressione in Polonia?


La battaglia d’estate contro le voci critiche

L’oggetto della campagna di censura estiva è stata l’emittente TVN. La data di inizio delle controversie è stata il 7 luglio. Quando un gruppo di legislatori ha proposto una modifica all’articolo 35 della legge sulle trasmissioni televisive. Circa un mese dopo, l’11 agosto la Camera polacca (Sjem) ha approvato il decreto che vieta alle società fuori lo spazio economico europeo (SEE) di avere una quota superiore al 49% nei media polacchi. Questo riguarda sia il possesso di azioni sia direttamente che indirettamente, attraverso società stabilite nel SEE.

Perché vietare le partecipazioni estere ai media in Polonia?

Lo scopo apparente della legge proposta è di proteggere l’interesse dello stato nell’era delle guerre dell’informazione. I politici del PiS, in questi mesi, hanno più volte sottolineato l’eventuale rischio di un’acquisizione di una stazione televisiva polacca da parte di società di paesi ostili. Secondo il PiS, infatti, questa riforma dei media avrebbe lo scopo di evitare che potenze straniere nemiche controllino il panorama dei media polacchi. Tuttavia, la legge è comunemente interpretata come una misura appena mascherata per sbarazzarsi di TVN: una grande rete televisiva indipendente, percepita dal governo come ostile. Poiché TVN è spesso critica nei suoi servizi nei confronti del partito al potere e anche l’ultima stazione televisiva indipendente rimasta in Polonia.

Lex TVN

TVN è indirettamente controllata da Discovery, una società statunitense che sarebbe costretta a vendere la sua quota di maggioranza a seguito della riforma. Da qui, la legge è conosciuta nel linguaggio comune come Lex TVN. Ci sono seri dubbi sul fatto che la Lex TVN sia compatibile con la libertà stabilite dell’Unione Europea. Ma, soprattutto se sia compatibile col trattato bilaterale sugli investimenti tra Polonia e USA. Questo, tuttavia, non ha impedito al Sejm di promulgare la legge l’11 agosto.

Il voto del senato sui media in Polonia

Invece, il Senato della Polonia ha votato giovedì, 9 settembre, per respingere la legge sui media approvata dalla Camera bassa. I senatori hanno votato 53-37 contro la legge, con tre astensioni. Tuttavia, il Senato non ha il potere di fermarla del tutto. Siccome la legge tornerà al Sejm, quì il Pis avrà bisogno di una maggioranza assoluta per superare la decisione presa la scorsa settimana. Se ci riuscirà, anche il Presidente della Repubblica dovrà essere d’accordo con la legge. Ma, Andrzej Duda ha dichiarato che non la firmerebbe nella sua forma attuale. Inoltre, il nuovo voto alla camera bassa sarà un test per vedere se il partito al potere ha ancora una maggioranza legislativa solida dopo le ultime defezioni nella coalizione di governo.


Defezioni nello schieramento polacco


L’unica alleanza che ancora conta

L’alleanza con gli USA è la spina dorsale delle relazioni estere polacche dal 1989 in poi. Infatti, a volte la Polonia è stata persino accusata di essere più vicina agli USA che all’Europa stessa. Seppur sia la principale destinataria dei fondi europei. Ad agosto, il segretario di stato americano, Antony Blinken, ha manifestato profondo sconcerto riguardo alla legge polacca appena promulgata. Egli, infatti, aveva dichiarato che: “Washington era profondamente turbata poiché (la legge) prende di mira la stazione di notizie indipendente più seguita in Polonia. Questa è anche uno dei maggiori investimenti degli Stati Uniti nel paese”. La Polonia deve fare, dunque, attenzione ad non turbare troppo lo Zio Sam anche perché il paese europeo necessita della costante protezione Nato in funzione anti russa. L’obiettivo americano sarebbe quello di riportare la Polonia nel proprio arco ideologico democratico e liberista, oltre che militare. Ma, le speranze sono appese a un filo, anzi ad una sola emittente, TVN e il suo canale news TVN24, la cui licenza scade il 26 settembre. Ma, il KRRiT, l’agenzia che supervisiona i media radiotelevisivi in Polonia, ha sempre posticipato il rinnovo. Nonostante la richiesta è stata fatta più di un anno fa.

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