La terra come prova chiave: il FBI aiuta la Procura Speciale del Kosovo a identificare gli autori dell’attacco a Ibër-Lepenc

16 Dicembre 2025

La terra come prova chiave: il FBI aiuta la Procura Speciale del Kosovo a identificare gli autori dell'attacco a Ibër-Lepenc

La Procura Speciale del Kosovo ha presentato un’accusa contro Jovan Viçentijeviç, Dragisha Viçentijeviç e Igor Dimoviç, in relazione all’attacco terroristico compiuto il 29 novembre 2024 nel canale idrico Ibër-Lepenc, nel villaggio di Varagë a Zubin Potok.

Secondo l’accusa, Jovan Viçentijeviç e Dragisha Viçentijeviç sono sospettati di aver posizionato una borsa esplosiva nel canale, causando gravi danni materiali e l’interruzione dell’approvvigionamento di acqua potabile ed energia elettrica. Il fascicolo d’indagine mostra che l’identificazione di loro è stata resa possibile dalle prove raccolte in collaborazione con l’FBI.

Durante l’arresto, gli investigatori hanno sequestrato gli stivali degli accusati e prelevato campioni di terra sia dalle loro scarpe, sia dal cortile della casa dei fratelli e dal luogo dell’esplosione. L’esame condotto dall’FBI ha confermato che la terra presente sugli stivali di Jovan Viçentijeviç e Dragisha Viçentijeviç corrispondeva integralmente a quella prelevata nel canale Ibër-Lepenc, collegandoli direttamente al luogo del crimine.

Nell’accusa si sottolinea che «non vi è alcuna differenza tra i campioni di terra trovati sulle scarpe degli imputati e i campioni prelevati sul posto», il che, secondo la Procura, attesta la loro partecipazione all’esecuzione dell’atto terroristico.

Oltre alle accuse per l’attacco terroristico, Jovan Viçentijeviç e Dragisha Viçentijeviç sono anche accusati di detenzione illegale di armi, poiché durante le perquisizioni sono state rinvenute armi e munizioni. Mentre Jovan Viçentijeviç è anche accusato di spionaggio, poiché si ritiene che faccia parte del servizio di intelligence militare della Serbia e abbia raccolto informazioni sensibili da utilizzare in attività illegali in Kosovo.

L’esplosione, realizzata con 15-20 kg di esplosivo attivato tramite miccia di accensione a combustione lenta, è stata qualificata dal Governo del Kosovo come “attacco terroristico”. Il primo ministro ad interim, Albin Kurti, ha dichiarato che dietro l’attacco ci sono gruppi diretti da Belgrado, mentre il presidente della Serbia, Aleksandar Vučić, ha negato qualsiasi coinvolgimento della Serbia.

Il direttore della polizia, Gazmend Hoxha, ha avvertito che i danni al canale avevano seriamente messo a rischio l’approvvigionamento idrico e la stabilità energetica del paese. Il Consiglio di Sicurezza del Kosovo ha convocato una riunione straordinaria, in cui si è discusso anche della possibile correlazione con un simile attacco russo in Ucraina.

Sul luogo sono intervenute anche le equipe della KFOR, mentre il Ministero dell’Economia è intervenuto installando sei tubi temporanei per garantire l’acqua necessaria al raffreddamento della centrale termoelettrica “Kosova B”.

L’attacco è stato severamente condannato dagli Stati Uniti d’America e dall’Unione Europea.

Nell’ambito delle indagini, la Procura Speciale ha accompagnato dieci sospetti e sequestrato armi e diverse attrezzature. Jovan Viçentijeviç è sospettato di aver partecipato direttamente alla distruzione dell’infrastruttura del canale Ibër-Lepenc ed è perseguito per diversi reati, tra cui detenzione illegale di armi.

Bianca Moretti

Bianca Moretti

Sono una giornalista italiana specializzata in politica e società dell’Europa orientale. Ho studiato relazioni internazionali a Bologna e vissuto tra Varsavia e Budapest. Scrivo per raccontare storie umane dietro ai grandi cambiamenti della regione.