La Grecia ha deciso di rafforzare la sua sorveglianza costiera, con particolare attenzione all’isola di Creta, a causa dell’aumento dei movimenti migratori provenienti dalla Libia.
La rotta marittima che parte dalla città portuale libica di Tobruk, a circa 300 chilometri da Creta, è sempre più utilizzata dai trafficanti di migranti, i quali spesso lasciano le persone in mare aperto senza rifornimenti e strumenti di navigazione, causando incidenti frequenti.
Secondo i dati ufficiali, solo nel 2025 circa 20.000 migranti sono giunti a Creta, una destinazione turistica rinomata, trasformando l’isola in un punto caldo per la gestione della crisi migratoria.
Il ministro greco per il Mare e la Politica Insulare, Vassilis Kikilias, ha annunciato che saranno acquisiti quattro aerei e due droni che saranno collocati nell’area marittima a sud di Creta.
Lo ha definito una “priorità primaria” per il governo greco, sottolineando l’importanza di aumentare le capacità di sorveglianza e di intervento.
Le nuove misure mirano ad aumentare la sicurezza e a prevenire le tragedie in mare, mentre Creta assume un ruolo centrale nella strategia nazionale per la gestione dei flussi migratori.