Autorità georgiane sul rapporto del Meccanismo di Mosca dell’OSCE
Il governo della Georgia ha criticato il rapporto predisposto nel contesto del Meccanismo di Mosca dell’OSCE, affermando che non riflette l’intera realtà politica e giuridica del paese.
Secondo l’ambasciatore permanente della Georgia presso l’OSCE, Alexander Maisuradze, il rapporto contiene inesattezze fattuali, interpretazioni selettive e conclusioni politicamente di parte, mettendone in discussione la credibilità.
Il 29 gennaio 2026, 24 Stati membri dell’OSCE hanno avviato un’indagine speciale sulla Georgia nell’ambito del cosiddetto “Meccanismo di Mosca”, uno strumento utilizzato quando esistono sospetti di un grave deterioramento dei diritti umani in un paese.
Il 12 marzo, a seguito dell’indagine, l’Ufficio OSCE per le Istituzioni Democratiche e i Diritti Umani (ODIHR) ha pubblicato un rapporto che conferma un peggioramento della situazione riguardo ai diritti umani e alle libertà fondamentali in Georgia.
Il rapporto di quasi 217 pagine fornisce informazioni dettagliate che coprono il periodo dall’inizio del 2024 ad oggi, tra cui:
- indebolimento della democrazia,
- peggioramento dei diritti umani e delle condizioni dei media,
- persecuzione di manifestanti e figure dell’opposizione,
- repressione del dissenso,
- esistenza di prigionieri politici,
- legislazione repressiva e altro ancora.
L’OSCE ha attivato questo meccanismo solo 16 volte nella sua storia. I tre casi precedenti, prima della Georgia, hanno esaminato le situazioni in Turkmenistan, Bielorussia e Cecenia (Federazione russa).
24 Stati membri dell’OSCE chiedono alla Georgia di attuare le raccomandazioni del ‘Meccanismo di Mosca’
Il rapporto dettaglia casi di persecuzione e repressione. L’OSCE chiede l’abrogazione o una revisione fondamentale delle leggi che non rispettano gli obblighi internazionali e hanno portato a un indebolimento democratico
Reazione delle autorità georgiane
Secondo Alexander Maisuradze, il governo georgiano esprime una “profonda preoccupazione” per il contenuto del rapporto.
Ha detto che il documento non riflette la piena complessità del contesto politico e giuridico del paese, ignora importanti chiarimenti forniti dalle istituzioni statali e mette in evidenza in modo selettivo alcuni casi presentati come “politicamente motivati.”
Ha anche osservato che parti del rapporto che descrivono la legislazione, i processi elettorali e le azioni investigative relative alle manifestazioni di protesta contengono inesattezze fattuali e interpretazioni fuorvianti.
Cooperazione con l’esperto della missione OSCE

Secondo Alexander Maisuradze, sebbene la Georgia all’inizio avesse espresso dubbi sulle motivazioni politiche dietro l’uso del Meccanismo di Mosca dell’OSCE, Tbilisi ha comunque collaborato con l’esperto della missione.
Ha detto che l’esperto dell’OSCE era in Georgia dal 17 al 18 febbraio 2026 e che le autorità hanno organizzato incontri ad alto livello per lui.
Questi comprendevano incontri con il Primo Ministro, il presidente della Camera, i ministri degli Interni, della Giustizia e dell’Istruzione, nonché con il presidente del Consiglio Superiore della Giustizia, e i vertici dell’ufficio del Procuratore, della Commissione Elettorale Centrale, della Commissione delle Comunicazioni e del Difensore del Popolo.
Secondo il Ministero degli Affari Esteri della Georgia, all’esperto sono stati forniti ampi materiali scritti e gli è stato dato accesso alla documentazione pertinente e alle istituzioni rilevanti per permettergli di preparare la sua valutazione.
Accuse di politicizzazione
Secondo Alexander Maisuradze, nonostante la cooperazione, il rapporto finale si basa ancora su informazioni selettive. A suo avviso, il modo in cui le informazioni sono presentate e i tempi di pubblicazione del rapporto indicano una tendenza alla politicizzazione delle sue conclusioni.
Ha detto che il rapporto trascura anche le riforme democratiche realizzate dalla Georgia negli ultimi anni, lo sviluppo del pluralismo politico, il rafforzamento dell’indipendenza della magistratura e i progressi nella protezione dei diritti umani.
Ha anche sottolineato che nel corso dell’ultimo decennio il numero di casi presentati dalla Georgia alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo è diminuito di oltre l’85%, il che, secondo lui, indica l’efficacia dei meccanismi di protezione legale all’interno del paese.
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Accuse di superare il mandato della missione
Secondo Alexander Maisuradze, alcune delle raccomandazioni contenute nel rapporto vanno oltre il mandato del Meccanismo di Mosca dell’OSCE. Ha detto che il documento contiene richieste affinché altre organizzazioni internazionali e stati prendano provvedimenti contro la Georgia, superando l’autorità della missione.
Ha anche osservato che la missione di accertamento ha ripetutamente usato il termine “Repubblica di Georgia” nel rapporto invece del nome ufficiale, “Georgia.”
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L’organizzazione afferma che essa criminalizza ulteriormente l’espressione di opinioni critiche.

Posizione del governo georgiano
Il governo georgiano respinge categoricamente le conclusioni e le raccomandazioni presentate nel rapporto e invita l’OSCE e i suoi Stati membri a prendere in considerazione gli argomenti giuridici e le chiarificazioni fornite da Tbilisi.
Secondo Alexander Maisuradze, la risposta preparata dalle autorità georgiane comprende posizioni ufficiali e spiegazioni dettagliate riguardo alle supposizioni formulate dalla missione, con l’obiettivo di fornire ai partner internazionali informazioni fattuali complete.
Ha inoltre dichiarato che l’indipendenza e l’imparzialità di qualsiasi meccanismo di monitoraggio o accertamento dei fatti sono cruciali per la sua credibilità.
Maisuradze ha aggiunto che tentativi di utilizzare le organizzazioni internazionali come strumento politico minano la loro neutralità istituzionale e indeboliscono la fiducia in esse.
Ha sottolineato che la Georgia resta impegnata ai principi dell’OSCE e alle sue obbligazioni internazionali e continua a cooperare all’interno dell’organizzazione
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