Nel primo trimestre del 2026, le esportazioni della Georgia ammontano a 1,72 miliardi di dollari, registrando un aumento del 23,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Le automobili passeggeri sono rimaste la principale categoria di esportazione, sebbene il loro valore sia sceso a 365 milioni di dollari, con una diminuzione annua del 27%.
Nello stesso periodo, il petrolio e i prodotti petroliferi sono saliti al secondo posto, raggiungendo esportazioni per 208 milioni di dollari — quasi sette volte superiore rispetto al primo trimestre dell’anno precedente.
UK sanctions tanker that delivered Russian oil to Georgia’s Kulevi port
Resta incerto se ciò avrà un impatto diretto sui porti georgiani o sulle operazioni già concluse.
Secondo i dati preliminari pubblicati dall’Ufficio Nazionale di Statistica della Georgia il 20 aprile, le esportazioni locali — beni prodotti in Georgia escludendo le re-exports — ammontano a 1,12 miliardi di dollari nei primi tre mesi del 2026, circa il 75% delle esportazioni totali.
L’aumento delle esportazioni di petrolio e prodotti petroliferi è stato particolarmente marcato. Nel primo trimestre del 2025, le esportazioni in questa categoria ammontavano a soli 26 milioni di dollari, mentre nel 2026 sono aumentate a 208 milioni, segnando un incremento del 698%. Un aumento ancora più significativo è stato registrato nelle esportazioni locali, dove i prodotti petroliferi hanno registrato un’impennata del 3.714%.
What possible EU sanctions on Georgia’s Kulevi port could mean
Si ritiene che il porto di Kulevi sia impiegato per trasportare petrolio greggio e prodotti petroliferi provenienti dalla Russia.

Secondo le statistiche, circa 200 milioni di dollari di esportazioni di prodotti petroliferi provengono dalla produzione domestica, mentre le re-exports ammontano a soli 8 milioni di dollari.
Da notare che la Georgia produce pochissimo greggio. Nel primo trimestre del 2026, tutto il greggio importato nel paese proviene dalla Russia, con un valore che ha raggiunto 118 milioni di dollari.
I dati disponibili suggeriscono che il greggio importato sia probabilmente raffinato localmente e poi esportato. Dal 2025, la raffineria di Kulevi opera in Georgia, inizialmente processando greggio russo. Rappresentanti della società affermano che si stanno mettendo in atto sforzi per diversificare le fonti di approvvigionamento, anche verso petrolio turkmeno e kazako.
Per quanto riguarda la geografia delle esportazioni, la destinazione principale dei prodotti petroliferi è il Togo — un paese dell’Africa occidentale — che è diventato il più grande mercato di esportazione della Georgia in questa categoria nel primo trimestre del 2026.
La lista delle destinazioni di esportazione è la seguente:
- Togo — 55,3 milioni di dollari per 71.280 tonnellate;
- Turchia — 48,1 milioni di dollari per 100.803 tonnellate;
- Cina — 22,8 milioni di dollari per 29.238 tonnellate;
- Malta — 17,1 milioni di dollari per 32.861 tonnellate;
- Marocco — 16,7 milioni di dollari per 30.170 tonnellate;
- Singapore — 11,8 milioni di dollari per 37.932 tonnellate;
- EAU — 11,8 milioni di dollari per 34.816 tonnellate;
- Libia — 11,4 milioni di dollari per 9.499 tonnellate;
- Cipro — 3,5 milioni di dollari per 13.164 tonnellate;
- Uzbekistan — 580.900 dollari per 302,4 tonnellate.
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Terminale di Kulevi e possibili sanzioni
L’Unione Europea ha rimosso il porto di Kulevi, situato sulla costa del Mar Nero della Georgia, da una lista di sanzioni potenziali il 10 marzo 2026. La decisione è seguita agli impegni assunti da Tbilisi e dall’operatore del porto, una società azera, a conformarsi alle sanzioni contro la Russia.
L’inviato delle sanzioni UE, David O’Sullivan, ha informato il ministro degli esteri georgiano Maka Bochorishvili della decisione in una lettera datata 5 marzo.
In una fase precedente, l’UE aveva preso in considerazione l’inclusione del terminale di Kulevi nel suo ventesimo pacchetto di sanzioni. Bruxelles aveva sollevato preoccupazioni sul ruolo del porto nel trasporto di petrolio russo via mare e sulle visite da parte delle cosiddette navi cisterna della “flotta ombra”. Tuttavia, secondo la lettera di O’Sullivan, tale posizione è stata rivista dopo che le autorità georgiane e l’operatore del porto hanno formulato impegni specifici.
Ha anche osservato che la società energetica azera SOCAR, che gestisce il terminale di Kulevi, aveva concordato di condurre le proprie attività nel pieno rispetto delle sanzioni UE, incluso l’aderire al tetto di prezzo sul petrolio russo e ai divieti di importazione UE.
Secondo il rappresentante UE, tali impegni hanno svolto un ruolo decisivo nella decisione finale di Bruxelles di non includere il porto di Kulevi nel ventesimo pacchetto di sanzioni.
Esportazioni di prodotti petroliferi dalla Georgia