CEDU esaminerà un caso riguardante le elezioni in Georgia
La Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) ha iniziato ad esaminare un caso relativo a presunte violazioni di massa della riservatezza delle schede elettorali durante le elezioni parlamentari georgiane del 2024.
La Georgian Young Lawyers’ Association (GYLA), agendo come osservatore indipendente delle elezioni, ha seguito la questione in tutti i distretti elettorali e nei tribunali di tutta la Georgia.
L’organizzazione ha vinto un caso solo a Tetritskaro. Un ricorso successivo ha ribaltato quella sentenza dopo un’udienza di 23 ore.
Il tribunale con sede a Strasburgo deve ora decidere se le autorità abbiano violato la riservatezza del voto e il diritto a un processo equo.
Il caso attualmente in esame a Strasburgo potrebbe influenzare in modo significativo i processi politici e giuridici in atto in Georgia. Si concentra su presunte violazioni della riservatezza del voto che coinvolgono le tecnologie di voto elettronico e sui limiti al diritto di riesame giudiziario efficace delle controversie elettorali.
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Manipolazioni preelettorali, violazioni della riservatezza del voto, intimidazioni degli elettori e presunta coordinazione di frodi da parte della Commissione Elettorale Centrale rilevate
Dettagli
Secondo la Georgian Young Lawyers’ Association, la sua domanda presentata alla Corte europea dei diritti dell’uomo sostiene che le autorità elettorali hanno posto in essere violazioni diffuse del principio fondamentale della riservatezza del voto durante il periodo di voto. La denuncia afferma inoltre che le disposizioni della legge georgiana limitano la possibilità per i cittadini di contestare violazioni delle elezioni e non soddisfano gli standard della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
In qualità di organizzazione di monitoraggio elettorale, la GYLA ha presentato reclami a tutte le commissioni elettorali distrettuali riguardo alle violazioni della riservatezza del voto causate dall’uso improprio delle tecnologie elettroniche. I reclami riguardavano i risultati di 2.263 seggi dove le autorità hanno impiegato tecnologie di voto elettronico.
I tribunali e le commissioni elettorali distrettuali hanno respinto i reclami. L’unica eccezione è stata una sentenza del tribunale distrettuale di Tetritskaro. Il Tribunale d’Appello di Tbilisi ha successivamente ribaltato quella decisione.
Il 4 novembre 2024, il giudice Vladimir Khuchua ha annullato i risultati delle seggi di voto elettronico a Tetritskaro e Tsalka. Ha affermato che violazioni della riservatezza del voto si sono verificate durante la votazione elettronica. L’ex difensore civico Nino Lomjaria ha dichiarato che violazioni simili si sono verificate in 30 seggi.
La Corte europea dei diritti dell’uomo valuterà ora se il diritto al voto libero e segreto sia stato protetto nelle sezioni di voto dove sono state utilizzate tecnologie elettroniche. Esaminerà anche se un numero insufficiente di seggi all’estero ha limitato il diritto di voto.
La corte ha fissato il 15 maggio 2026 come termine entro cui lo Stato deve presentare la propria posizione.
Secondo la Georgian Young Lawyers’ Association, la corte con sede a Strasburgo ha accolto il caso per una revisione sostanziale in tempi eccezionalmente brevi, sottolineando lo status di priorità.
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Sulle elezioni parlamentari
Dopo le elezioni parlamentari svoltesi il 26 ottobre 2024, la Georgia è entrata in una realtà nuova e fondamentalmente diversa.
Il partito al potere, Georgian Dream, ha ottenuto quasi il 54% dei voti. Questa cifra è circa 12 punti percentuali superiore ai risultati dei sondaggi post-elettorali. Né gli osservatori nazionali né la comunità internazionale considerano credibile l’esito.
Osservatori ed esperti hanno documentato migliaia di violazioni e presunte frodi. Queste scoperte gettano serie ombre sui risultati elettorali sia all’interno della Georgia che all’estero.
La comunità internazionale non riconosce l’esito e ne mette in dubbio la legittimità. L’unico leader europeo a riconoscere le elezioni parlamentari è stato il Primo Ministro ungherese Viktor Orbán.
CEDU esaminerà un caso sulle elezioni in Georgia