Il vicepresidente e ministro degli Affari Esteri del Kosovo, Glauk Konjufca, ha reagito immediatamente dopo l’annuncio della sentenza da parte delle Corti Specializzate all’Aia nei confronti di quattro ex capi dell’Esercito di Liberazione del Kosovo, qualificando la decisione come “triste e ingiusta”.
«È una sentenza davvero triste, ingiusta e non meritata per i quattro capi dell’UÇK», ha detto Konjufca dopo l’uscita dall’udienza, descrivendola come un duro colpo per il Kosovo e per la sua narrazione sulla guerra di liberazione.
«È una sentenza davvero tremenda per il Kosovo, per la nostra guerra di liberazione», ha sottolineato che il popolo kosovaro ha vissuto la guerra in prima persona e sa che l’UÇK non ha avuto meccanismi criminali per compromettere alcuna popolazione.
«È una decisione triste, ingiusta e non meritata. Davvero è qualcosa che comporterà un danno molto grande, sia alla nostra narrazione sia allo Stato del Kosovo», ha aggiunto.
Konjufca ha criticato anche il processo giudiziario, ricordando che l’accusa era stata rivolta agli ex capi dell’UÇK e qualificando la sentenza come «condanne draconiane». Secondo lui, questa decisione non danneggia solo la giustizia, ma tocca anche la legittimità della lotta di liberazione del Kosovo e i suoi sforzi per la libertà.