Escalation in Azerbaijani-Russian relations
Due sviluppi il 17 agosto hanno evidenziato la continua fragilità delle relazioni tra Baku e Mosca. La Russia ha espulso Bakhtiyar Hasanov, presidente dell’Autonomia Nazionale-Culturale Azeri a Mosca, verso l’Azerbaigian. L’Azerbaigian, a sua volta, ha inserito tre cittadini russi in una lista internazionale di ricercati: il presentatore di Moscow 24 Ivan Knyazev, il consulente politico ed esperto di media Semyon Uralov e il giornalista e consigliere del ministro dei trasporti russo, Alexei Chadayev.
Il fatto che i due sviluppi siano avvenuti nello stesso giorno potrebbe inizialmente far pensare che si tratti di misure reciproche. Tuttavia, il processo che ha portato all’espulsione di Hasanov era iniziato ben prima del 17 agosto, ed il suo caso era all’esame per almeno alcuni mesi. Pertanto, sebbene non vi siano prove pubbliche di una diretta relazione causale tra le due decisioni, entrambi gli sviluppi rientrano nel quadro più ampio del prolungato deterioramento delle relazioni azero-russe.
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Al 4º Shusha Global Media Forum, ha inoltre parlato di sostegno all’Ucraina, dell’abrogazione della Sezione 907, dell’aumento delle esportazioni di gas verso l’Europa e delle relazioni con gli Stati Uniti, l’UE, la Francia e la Russia.
Deportation of Bakhtiyar Hasanov
Secondo fonti aperte, Bakhtiyar Hasanov è stato trattenuto in Russia nel giugno 2026 e collocato in un centro di detenzione temporaneo per stranieri. Ha presentato ricorso contro la decisione di espellerlo, ma il tribunale ha respinto il ricorso.
Secondo fonti, la cittadinanza russa di Hasanov è stata revocata nel settembre 2025. Nell’autunno 2025, l’emittente mediatico Agentstvo ha stabilito che il passaporto di Hasanov, rilasciato nel 2019, era registrato come invalido in un database governativo russo. Hasanov stesso negò all’epoca di essere stato privato della cittadinanza.
Una delle domande chiave è la base legale su cui è stata revocata la cittadinanza. Fonti aperte non forniscono una spiegazione completa o inequivocabile della decisione.
Il caso ha anche rilievo politico a causa dello status di Hasanov. Per molti anni ha collaborato con organi ufficiali di Mosca che si occupano della diaspora e delle relazioni interetniche e ha fatto parte di consigli pubblici. La sua deportazione viene quindi interpretata anche come parte di una tendenza più ampia di pressione sulla diaspora azera in Russia.
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Growing pressure on the diaspora
Since the summer of 2025, several prominent members of the Azerbaijani diaspora in Russia have been stripped of their citizenship, detained or expelled from the country. The names of Arshad Khankishiyev, Elshan Ibrahimov and Javid Rzayev have been mentioned in this context.
Russian nationalist and Kremlin-aligned media have largely portrayed these measures as part of efforts to combat illegal migration, alleged links to criminal groups and security concerns. However, final court rulings on all the allegations made against these individuals are not publicly available.
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Questo processo ha assunto una dimensione politicamente più evidente a seguito di un’operazione mirata alle famiglie azere a Ekaterinburg nel giugno 2025. Le morti dei fratelli Safarov durante l’operazione hanno suscitato una forte reazione da parte di Baku. Mosca ha collegato l’operazione a un’inchiesta su crimini commessi molti anni prima, mentre la parte azera si è concentrata su resoconti di violenza e torture contro le persone detenute.
Da allora, la questione della diaspora si è gradualmente spostata oltre la sfera sociale e culturale ed è diventata uno degli strumenti di pressione politica nei rapporti tra i due paesi.
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Baku’s charges against three Russian citizens
On 17 August, Azerbaijan’s Prosecutor General’s Office said that Ivan Knyazev, Semyon Uralov and Alexei Chadayev had been placed on a wanted list as part of a criminal investigation.
The investigation relates to programmes published on Uralov’s YouTube channel on 14 July and 13 August. According to the Azerbaijani authorities, the broadcasts contained calls for the violent overthrow of the country’s constitutional order, violations of its territorial integrity, terrorist activity and incitement of ethnic hatred.
The criminal case is being investigated under Articles 214-2, 281.2 and 283.2.1 of Azerbaijan’s Criminal Code. A court ordered the three men to be detained in absentia.
Excerpts from the broadcasts published by Azerbaijani media include remarks about a possible military operation against Baku, military pressure on Azerbaijan from the Caspian Sea and the use of physical violence against the country’s leadership. However, the Prosecutor General’s Office has not published full transcripts of the broadcasts, expert assessments or all the episodes on which the charges are based.
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What do Uralov and Chadayev say?
The accused reject Baku’s allegations. Alexei Chadayev denied inciting ethnic hatred, saying that his criticism was directed not against the Azerbaijani people but against the country’s political leadership.
Semyon Uralov, for his part, described the Azerbaijani authorities’ decision as politically motivated. In subsequent Telegram posts, he continued to sharply criticise the political systems of post-Soviet countries, including the Azerbaijani authorities.
The response indicates that the case has moved beyond the legal sphere and become part of the broader information confrontation between the two countries.
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‘International wanted list’ does not mean automatic arrest
The term “international wanted list”, used by Azerbaijani media, does not mean that a wanted person will automatically be arrested in another country.
Even if Interpol issues a Red Notice, it does not constitute an international arrest warrant. Each country decides whether to detain a wanted person in accordance with its own laws. In addition, Interpol’s constitution prohibits the organisation from intervening in matters of a political, military, religious or racial character.
The outcome of Baku’s request will therefore depend on the legal evidence submitted, as well as on how other countries assess the case — as a criminal prosecution or as a continuation of the political confrontation.
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Ukraine factor
La recente escalata delle relazioni azero-russe si inserisce nel contesto della crescente rilevanza della questione ucraina.
Il 6 agosto, il ministro degli Esteri azero Jeyhun Bayramov ha compiuto la sua prima visita ufficiale a Kyiv dall’inizio dell’invasione su vasta scala della Russia in Ucraina e ha visitato Irpin. L’Azerbaigian ha ribadito il proprio sostegno all’integrità territoriale dell’Ucraina entro i loro confini internazionalmente riconosciuti. Le due parti hanno inoltre discusso la possibilità di fornire gas azero all’Ucraina.
In questo contesto politico, l’ex presidente ucraino Viktor Yushchenko ha visitato Baku il 16-17 agosto e ha incontrato Ilham Aliyev. La consegna a Aliyev di un certificato che lo nomina cittadino onorario di Irpin potrebbe essere interpretata da Mosca come un gesto politico simbolico.
Non vi sono prove che confermino un legame diretto tra questi sviluppi e l’espulsione di Hasanov. Tuttavia, l’aperta articolazione sempre più marcata della leadership azera su una posizione sull’Ucraina che differisce da quella di Mosca rientra nel quadro più ampio di crescente malcontento nei circoli politici russi.
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È stata la prima visita di un ministro degli Esteri azero a Kyiv dall’inizio dell’invasione su vasta scala della Russia in Ucraina nel 2022.

New mechanisms of mutual pressure
One notable change in relations between Baku and Moscow over the past two years has been the increasingly active use of law-enforcement and administrative mechanisms in the context of their political confrontation.
Russia has applied citizenship and migration laws, as well as criminal legislation, against members of the Azerbaijani diaspora. Azerbaijan, in turn, has used criminal prosecution mechanisms against individuals linked to Russian media over statements that Baku regards as posing a threat to the country.
This does not in itself mean that the legal arguments put forward by either side are unfounded. However, the fact that such legal measures are being taken against the backdrop of political crises in bilateral relations inevitably raises questions about their selective application and possible use for political purposes.
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Aliyev ha descritto la decisione della Banca Europea per gli Investimenti (BEI) di cessare di finanziare progetti petroliferi e del gas nell’ambito della politica di transizione verde dell’UE come un ostacolo significativo

Where are relations heading?
In questa fase, una rottura politica completa tra Azerbaigian e Russia sembra improbabile. I due paesi hanno interessi reciproci significativi in settori tra cui commercio, trasporto, logistica e sicurezza regionale.
Allo stesso tempo, un ritorno al livello precedente di relazioni sembra anche difficile. Invece, sembra emergere un modello caratterizzato da diffidenza politica insieme a una cooperazione continua e limitata.
Gli Azeri che vivono in Russia, nonché le organizzazioni della diaspora che mantengono legami sociali tra i due paesi, potrebbero trovarsi particolarmente vulnerabili in questa contesa. L’uso di rappresentanti della diaspora come strumenti in una disputa interstatale, soprattutto quando accompagnato da retorica etnica, aumenta il rischio che le tensioni possano estendersi oltre le relazioni diplomatiche e influenzare le relazioni tra le due società.
Gli eventi del 17 agosto hanno quindi una portata più ampia di due decisioni legali separate. Indicano l’emergere di un nuovo modello di relazioni in cui Baku e Mosca, pur continuando a cooperare, fanno sempre più ricorso a mezzi politici e legali per esercitare pressioni reciproche.
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