Conflitto sul fiume Ibër: Vučić e Đurić rispondono a Tirana, la Serbia decide autonomamente sulle proprie risorse

10 Agosto 2026

Conflitto sul fiume Ibër: Vučić e Đurić rispondono a Tirana, la Serbia decide autonomamente sulle proprie risorse

La dichiarazione del presidente serbo riguardante la possibilità di deviare il corso del fiume Ibër ha suscitato reazioni diplomatiche tra l’Albania e la Serbia.

Dopo la reazione ufficiale di Tirana, in cui il Ministero per l’Europa e gli Affari Esteri ha espresso preoccupazione per un possibile intervento in un sistema idrico transfrontaliero, da Belgrado sono giunte risposte sia dal presidente serbo Aleksandar Vučić sia dal ministro degli Esteri serbo Marko Gjurić.

Vučić ha definito la questione come un problema interno della Serbia, mettendo in dubbio in che modo l’Albania sia coinvolta nel dibattito.

«Non so quale sia questa relazione con l’Albania. Qual è la relazione dell’Ibër con l’Albania? Qual è la relazione di questa faccenda con nessuno di loro in alcun modo? Questa è la nostra questione interna», ha detto Vučić

La reazione è arrivata anche dal ministro degli Esteri serbo, Marko Gjurić, che tramite una dichiarazione sul social X ha accusato Tirana di cercare di spostare l’attenzione dalle questioni relative alla comunità serba in Kosovo.

Gjurić sostiene che l’Albania non abbia basi idrologiche per essere coinvolta nel modo in cui la Serbia gestisce le risorse idriche all’interno del proprio territorio.

«Il fiume Ibër non attraversa l’Albania e l’Albania non è uno Stato costiero nel suo bacino», scrive lui.

Nella sua risposta, Gjurić collega inoltre la discussione sul fiume Ibër agli sviluppi politici in Kosovo. Accusa le istituzioni albanesi di tacere, secondo lui, su ciò che Belgrado considera una violazione dei diritti dei serbi in Kosovo. Aggiunge che la Serbia non accetterà interventi dall’esterno nel processo decisionale relativo alle proprie risorse naturali.

«Il cambiamento del corso di un fiume che fa parte di un sistema idrico transfrontaliero non è una questione puramente interna o una decisione che possa essere presa unilateralmente, soprattutto quando le sue conseguenze toccano direttamente il territorio, l’ambiente, la sicurezza idrica, l’approvvigionamento idrico e la vita dei cittadini di un altro paese. Il diritto internazionale delle acque è chiaro in questo senso. L’acqua non può essere usata come strumento di pressione politica e neanche come mezzo per punire un altro Paese o una sua popolazione. L’Albania sostiene fermamente il diritto del Kosovo alla sicurezza, a uno sviluppo sostenibile e alla protezione delle sue risorse idriche», ha detto.

«La Serbia è uno Stato sovrano e deciderà da sé come gestire le proprie risorse naturali. L’Albania non prenderà queste decisioni e neanche nessun altro al di fuori della Serbia», scrive tra le altre cose Gjurić.

Ma per Tirana ufficiale un fiume che fa parte di un sistema idrico transfrontaliero non può essere trattato solo come una questione interna di uno Stato.

Secondo il ministro Hoxha, ogni intervento che riguarda le acque transfrontaliere deve avvenire nel rispetto del diritto internazionale.

«Il cambiamento del corso di un fiume che fa parte di un sistema idrico transfrontaliero non è una questione puramente interna o una decisione che possa essere presa unilateralmente, soprattutto quando le sue conseguenze toccano direttamente il territorio, l’ambiente, la sicurezza idrica, l’approvvigionamento idrico e la vita dei cittadini di un altro Paese. Il diritto internazionale delle acque è chiaro in questo senso. L’acqua non può essere usata come strumento di pressione politica e neanche come mezzo per punire un altro Paese o una sua popolazione. L’Albania sostiene fermamente il diritto del Kosovo alla sicurezza, a uno sviluppo sostenibile e alla protezione delle sue risorse idriche», ha detto.

Bianca Moretti

Bianca Moretti

Sono una giornalista italiana specializzata in politica e società dell’Europa orientale. Ho studiato relazioni internazionali a Bologna e vissuto tra Varsavia e Budapest. Scrivo per raccontare storie umane dietro ai grandi cambiamenti della regione.