Arresti su TikTok in Azerbaigian
Alla fine di luglio e all’inizio di agosto, le autorità azere hanno arrestato una serie di popolari utenti di TikTok uno dopo l’altro nell’ambito di procedure amministrative. I tribunali, in seguito, li hanno condannati a una detenzione amministrativa di breve durata.
Fonti ufficiali hanno detto che gli arresti sono stati provocati da una “chiara mancanza di rispetto per la società”, “offesa alla morale pubblica” e comportamenti ritenuti contrari ai “valori nazionali e morali”. Tuttavia, la sequenza degli arresti e l’interpretazione ampia delle norme giuridiche coinvolte hanno suscitato nuovamente domande sull’equilibrio tra la libertà di espressione e gli sforzi dello Stato per proteggere ciò che definisce come “morale pubblica”.
«Ordine pubblico» come pretesto: le recenti modifiche legislative dell’Azerbaigian
Considerate separatamente, le modifiche riguardano diverse aree, ma insieme segnano una nuova fase nella politica punitiva dello Stato.
Secondo le informazioni disponibili, le seguenti persone sono state detenute:
- Magsad Bagirov, conosciuto online come “Chevik”, è stato detenuto il 27 luglio. Il TikToker, noto per le sue dichiarazioni anticlericali, ha ricevuto una condanna a dieci giorni di detenzione amministrativa ai sensi dell’articolo 510.2 del Codice delle Offense Amministrative dell’Azerbaigian per azioni mostrate pubblicamente online ritenute offensive per la morale pubblica.
- Uzeyir Abbas è stato detenuto il 28 luglio per post che le autorità hanno detto avessero insultato le credenze religiose.
- Mujgan Mammadzade è stata detenuta il 30 luglio nel distretto Sabunchu di Baku. Un tribunale l’ha condannata a dieci giorni di detenzione amministrativa ai sensi dello stesso articolo 510.2.
- Murad Gasymov, noto come “Murad Sade”, è stato detenuto il 30 luglio e condannato a 30 giorni di detenzione amministrativa.
- Sanur Azizov è stato detenuto il 1 agosto nel distretto Sabail di Baku. Un tribunale lo ha condannato a otto giorni di detenzione amministrativa ai sensi dell’articolo 510.1, che copre il vandalismo di lieve entità, definito come azioni che mostrano chiaro disprezzo per la società.
- Alikram Heydarov è stato detenuto il 2 agosto e ha ricevuto una condanna di otto giorni di detenzione amministrativa ai sensi dello stesso articolo 510.1.
Contesto giuridico
La base legale di questi arresti deriva dalle modifiche alla Legge sull’Informazione, sull’Informatizzazione e sulla Protezione delle Informazioni, entrate in vigore all’inizio del 2026.
Le modifiche hanno introdotto responsabilità per la pubblicazione di contenuti online ritenuti di “offendere la morale pubblica”, mostrare “chiaro disprezzo per la società”, contenere “linguaggio o gesti osceni” o comportare “l’esibizione di parti del corpo in modo contrario ai valori nazionali e morali”. Gli articoli 510.1 e 510.2 del Codice delle Offese Amministrative dell’Azerbaigian sono diventati i principali strumenti giuridici per far rispettare tali disposizioni.
Il problema è che i termini quali “morale pubblica” e “valori nazionali e morali” non sono chiaramente definiti nella legislazione azera. Di conseguenza, lo stesso atto può essere considerato in un caso come esercizio del diritto alla libertà di espressione e, in un altro, come reato amministrativo che configura hooliganismo.
Modifiche alla Legge sull’Informazione dell’Azerbaigian potrebbero diventare uno strumento di repressione
La distribuzione online di contenuti che “esprimono apertamente disprezzo per la società e insultano la morale pubblica” è vietata.

Opinione legale
«Il modo in cui gli articoli 510.1 e 510.2 del Codice delle Offese Amministrative dell’Azerbaigian vengono applicati, insieme alle modifiche introdotte nel 2026 alla Legge sull’Informazione, sull’Informatizzazione e sulla Protezione delle Informazioni, solleva serie preoccupazioni giuridiche.»
«Termini quali ‘morale pubblica’, ‘chiaro disprezzo per la società’, ‘valori nazionali e morali’ e ‘linguaggio o gesti osceni’ non sono definiti attraverso criteri chiari, oggettivi o prevedibili. Di conseguenza, un funzionario o un giudice potrebbe considerare lo stesso atto come un legittimo esercizio della libertà di espressione, mentre un altro potrebbe classificarlo come reato amministrativo.»
«L’Articolo 47 della Costituzione dell’Azerbaigian garantisce la libertà di pensiero ed espressione, mentre l’Articolo 71 garantisce la protezione dei diritti umani e civili. L’Articolo 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo protegge la libertà di espressione e permette restrizioni solo quando sono prescritte dalla legge, necessarie in una società democratica e proporzionate. Secondo la giurisprudenza consolidata della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, anche una restrizione deve essere prevedibile. Le persone devono poter capire in anticipo quali azioni potrebbero esporle a sanzioni legali.»
«Le disposizioni attuali non soddisfano tale standard. Il loro inquadramento è così ampio e soggetto a interpretazione soggettiva che possono riguardare quasi qualsiasi contenuto critico, satirico, anti-religioso o comunque non convenzionale. Ciò crea un rischio di applicazione selettiva, incoraggia l’autocensura e restringe di fatto la libertà di espressione.»
«La detenzione amministrativa di breve durata può apparire formalmente una sanzione relativamente lieve. Tuttavia, il suo uso sistematico può avere conseguenze molto più ampie. Le persone iniziano ad evitare temi sensibili, mentre la gamma di contenuti accettabili sulle piattaforme online si restringe progressivamente a ciò che è considerato più sicuro. Piuttosto che rafforzare la morale pubblica o l’ordine pubblico, questo approccio aumenta l’incertezza giuridica.»
I tribunali dell’Azerbaigian infliggono condanne in contumacia a critici all’estero
Le pronunce si basano su accuse di aver chiesto azioni violente contro lo Stato e di aver incitato disordini di massa.

Diritti umani e incertezza giuridica
La preoccupazione centrale che sta alla base di questa valutazione è l’incertezza giuridica. Nella teoria legale e nella pratica internazionale, è considerata una delle minacce più gravi ai diritti e alle libertà fondamentali, poiché riguarda non solo coloro che sono perseguiti, ma incoraggia anche la società nel suo insieme ad agire con maggiore cautela per timore delle sanzioni.
- Applicazione selettiva: Disposizioni legali vaghe creano condizioni per un’applicazione selettiva. La stessa piattaforma può ospitare altri contenuti offensivi, pieni di odio o osceni, tuttavia le autorità possono scegliere di perseguire solo determinati tipi di post, come contenuti anti-religiosi o contenuti che ritengono irrispettosi. Tali pratiche sollevano questioni di conformità al principio di uguaglianza davanti alla legge, garantito dall’Articolo 25 della Costituzione dell’Azerbaigian, nonché la proibizione della discriminazione.
- Effetto di raffreddamento: La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha ripetutamente avvertito che norme legali vaghe e troppo ampie comportano rischi per la libertà di espressione. La paura di punizioni può spingere le persone a autocensurarsi. Questo effetto è particolarmente evidente su piattaforme come TikTok, dove gli utenti più giovani possono iniziare ad evitare argomenti sensibili e astenersi dall’esprimere opinioni critiche o non convenzionali. Di conseguenza, lo spazio di dibattito pubblico si restringe e la diversità di opinioni diminuisce.
- I principi di necessità e proporzionalità: Anche se la protezione della morale pubblica è accettata come scopo legittimo, qualsiasi restrizione deve essere necessaria e proporzionata a tale obiettivo. La detenzione amministrativa da otto a trenta giorni può sembrare relativamente breve. Tuttavia, il suo uso sistematico e frequente può trasformare la punizione in uno strumento di controllo. Considerata la disponibilità di misure alternative, quali avvertimenti, politiche di moderazione delle piattaforme e programmi di alfabetizzazione mediatica, la necessità di sottrarre la libertà alle persone pone importanti questioni giuridiche.
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