Washington Post sull’Georgia
Il quotidiano americano The Washington Post ha pubblicato un editoriale sull’Georgia sostenendo che il governo sempre più autoritario del partito al potere Georgian Dream rappresenti una minaccia per gli interessi strategici dell’amministrazione del presidente Donald Trump nel Sud Caucaso.
Gli autori scrivono che la Georgia, una volta considerata una delle partner affidabili di Washington, sta ora “scivolando nella sfera di influenza dell’Iran”.
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“La Georgia ha trascorso anni inseguendo l’integrazione con l’Occidente ed è stata vista come un potenziale membro della NATO, ma ora sta entrando nella sfera di interesse strategico di Teheran.”
L’articolo pone particolare enfasi sulla recente visita del segretario di Stato statunitense Mike Pompeo a Yerevan, dove ha firmato un accordo sulle risorse strategiche con l’Armenia e ha riaffermato il sostegno al percorso occidentale del paese.
Secondo la redazione, questi passi dimostrano l’importanza che la Casa Bianca attribuisce al Sud Caucaso.
Tuttavia, il quotidiano sostiene che gli sviluppi in Georgia rimangano fuori dall’attenzione dell’amministrazione di Donald Trump. Gli autori affermano che un paese a lungo considerato un “alleato affidabile” degli Stati Uniti stia sempre più perseguendo politiche “anti-americane”.
Nella loro valutazione, il governo al potere Georgian Dream cerca legami più stretti con la Russia e l’Iran a scapito dei rapporti con i partner occidentali.
Riguardo all’influenza iraniana, gli autori fanno riferimento a un recente rapporto dell’Hudson Institute.
Secondo la pubblicazione, il governo della Georgia ha permesso all’Iran di stabilire una rete di scuole religiose, organizzazioni giovanili e caritatevoli, nonché diverse pubblicazioni rivolte alla popolazione shia della Georgia di etnia azera.
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Secondo Joe Wilson, l’istituzione del controllo della Georgia da parte dell'”oligarca Bidzina Ivanishvili” ha avuto conseguenze dannose per gli interessi strategici statunitensi.

Gli autori osservano anche che, sullo sfondo del processo di pace tra Armenia e Azerbaigian avviato dall’amministrazione di Donald Trump, Tbilisi sta tentando di rafforzare la propria posizione nelle negoziazioni regionali.
Secondo l’articolo, il partito al potere Georgian Dream cercherà probabilmente di offrire al presidente Trump una relazione di tipo transactionale, pur perseguendo al contempo legami più stretti con uno degli avversari più radicati degli Stati Uniti.
Gli autori sostengono che, senza ulteriori passi costruttivi da parte del governo della Georgia — inclusa la liberazione dei prigionieri politici, la restaurazione delle libertà civili e la fine della pressione sulla società civile pro-Occidente — l’amministrazione Trump avrà poche ragioni per considerare la Georgia come un partner futuro.
Si chiedono perché l’amministrazione Trump dovrebbe sostenere quella che descrivono come un governo georgiano sempre più autoritario a meno che non si vedano cambiamenti sostanziali che dimostrino che Tbilisi possa svolgere un ruolo più costruttivo di quello degli ultimi anni.
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