Dopo le dimissioni di Christian Schmidt dell’11 maggio, il Consiglio di Amministrazione del Peace Implementation Council (PIC) è previsto riunirsi il 3-4 giugno a Sarajevo per nominare un nuovo Alto Rappresentante per la Bosnia ed Erzegovina.
Schmidt, diplomatico tedesco, ha ricoperto questo incarico dall’agosto 2021, usando spesso i «poteri di Bonn» e affrontando forti tensioni con la leadership della Republika Srpska, in particolare con Milorad Dodik.
Dimissioni di Schmidt
Schmidt ha dichiarato che le ragioni delle sue dimissioni erano «motivi personali», ma i media hanno riportato che Washington aveva chiesto la sua rimozione per nominare un successore più allineato alle politiche americane.
Le divergenze sui progetti energetici, come il gasdotto sostenuto dagli USA, sul quale Schmidt aveva espresso riserve, sono state citate come un fattore aggiuntivo.
Il ruolo dell’OHR
L’Ufficio dell’Alto Rappresentante fu creato dall’Accordo di Dayton per sorvegliare l’attuazione degli aspetti civili della pace. L’Alto Rappresentante detiene l’autorità finale sull’interpretazione dell’accordo e, sin dalla decisione del PIC a Bonn nel 1997, ha poteri per imporre leggi e rimuovere funzionari che ostacolano la pace.
Processo di selezione
I membri del Consiglio Direttivo del PIC, composto da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Italia, Giappone, Canada, Russia e Unione Europea, sono responsabili della selezione del successor. Schmidt continua a svolgere le funzioni fino all’arrivo del nuovo nominato per evitare vuoti di potere. Nella pratica, la nomina è di solito sostenuta da una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La Russia, sebbene membro del PIC, ha boicottato il processo sin dall’elezione di Schmidt nel 2021, ritenendolo illegale perché non approvato dall’ONU e opponendosi ai poteri ampi dell’OHR.
Candidati possibili
Il media in BiH riferiscono che l’ambasciatore italiano Antonio Zanardi Landi, ex ambasciatore in Serbia e Montenegro, è visto come il candidato principale. Gli americani lo sostengono, gli italiani desiderano presentarlo come candidato «paneuropeo», mentre i britannici sono scettici e i tedeschi e i francesi lo monitorerebbero da vicino. I negoziati rimangono intricati.
Oltre a lui, sono stati menzionati anche l’ex presidente sloveno Borut Pahor e l’ex capo della Delegazione dell’UE in Serbia, Emanuele Giaufret, per la loro esperienza nella diplomazia regionale. D’altra parte, fonti della Republika Srpska, tra cui Milorad Dodik, favoriscono altri candidati come Johann Sattler, attualmente Capo della Delegazione dell’UE in Montenegro.