In una bozza di risoluzione sulla Georgia, il Comitato di monitoraggio dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (PACE) ha espresso “gravi preoccupazioni” riguardo agli sviluppi attuali nel paese, affermando che l’arretramento democratico, la crisi politica e la pressione sul dissenso continuano.
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La bozza di risoluzione, su cui i membri della PACE dovranno votare durante la sessione di giugno, è stata preparata dai relatori Edite Estrela e Sabina Ćudić. Essa afferma che nessuna delle “raccomandazioni urgenti” emesse in precedenza dall’Assemblea è stata attuata. Secondo gli autori, questo solleva dubbi sulla volontà delle autorità georgiane di adempiere agli obblighi assunti nel contesto dell’adesione del paese al Consiglio d’Europa.
La bozza di risoluzione sottolinea che l’adesione al Consiglio d’Europa è un “privilegio” che comprende sia diritti che responsabilità, e che i principi fondamentali dell’organizzazione “non possono essere oggetto di negoziazione”.
Il comitato presta una particolare attenzione a iniziative che, a suo avviso, progetterebbero di fatto di vietare quasi tutti i partiti democratici di opposizione in Georgia e di portare a procedimenti penali di natura politica contro i loro leader. Gli autori avvertono che proseguire in questa direzione potrebbe spingere il paese “verso una dittatura a partito unico”.
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Il documento afferma inoltre che, a questo stadio, le condizioni per svolgere “elezioni realmente democratiche” non esistono in Georgia. Secondo i relatori, ciò deriva dalla “pressione continua” sull’opposizione, sulla società civile e sui media indipendenti, nonché da una marcata polarizzazione politica e sociale nel paese.
La bozza di risoluzione invita le autorità georgiane a abolire quelle che descrive come una “legislazione repressiva”. Si riferisce a emendamenti al Codice Penale, alla legge “Sulle associazioni politiche dei cittadini” e al Codice delle Offese Amministrative. Il documento condanna inoltre ciò che chiama “attacchi continui” alle organizzazioni della società civile, ai loro leader e ai media indipendenti.
Il comitato ha espresso preoccupazione anche per quello che ritiene sia stato l’insuccesso nel condurre indagini credibili su accuse di violenza poliziesca e violazioni dei diritti umani durante le proteste. Il documento fa inoltre riferimento a rapporti che indicano l’uso di agenti chimici vietati per disperdere le proteste a Tbilisi.
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La sezione finale della risoluzione invita le autorità georgiane a mettere pienamente in pratica le sentenze della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e le raccomandazioni emesse nell’ambito del Meccanismo di Mosca dell’OSCE, che, secondo gli autori, riflettono valutazioni precedenti di arretramento democratico nel paese.
Risoluzione PACE sulla Georgia