Sono passati 27 anni dal «Giorno dei Martiri» a Korishë, noto anche come l’atroce massacro commesso dall’esercito e dalla polizia serbi sulla popolazione innocente albanese di questa zona.
Il 13 maggio 1999 fu compiuto un massacro terribile dall’esercito e dalla polizia serbi sulla popolazione di questa zona e dei villaggi circostanti, fermando i civili dei villaggi Korishë, Budakovë, Bllacë, Reshtan, Mushtisht e Grejkoc e uccidendo 77 di loro.
La strage avvenne nel momento in cui gli abitanti dei villaggi Korishë, Budakovë, Bllacë, Reshtan, Mushtisht e Grejkoc erano stati fermati e radunati dall’esercito e dalla polizia serbi. L’attacco sanguinoso lasciò decine di morti e molte famiglie distrutte, diventando uno dei crimini più gravi commessi contro i civili albanesi durante la guerra del Kosovo.
Il «Giorno dei Martiri» a Korishë continua a essere ricordato ogni anno come simbolo di dolore, sacrificio e memoria per le vittime innocenti che persero la vita nella primavera del 1999.