Prigionieri politici in Georgia
In un rapporto ampio sugli eventi del 4 ottobre 2025 in Georgia, Transparency International Georgia sostiene che le autorità abbiano usato un meccanismo di persecuzione politica contro i partecipanti alle proteste e abbiano deliberatamente costruito una narrazione di un presunto “tentativo di colpo di stato” al fine di rappresentare la protesta come un tentativo di rovesciamento violento del potere.
Secondo l’organizzazione, il tentativo alla fine è fallito, poiché né il pubblico né i partner internazionali erano convinti che esistesse un vero piano per prendere il potere con la violenza. La conclusione principale del rapporto è che coloro che sono stati detenuti in relazione al caso del 4 ottobre sono prigionieri politici.
Il 4 ottobre 2025 si sono svolte in Georgia le elezioni comunali, in mezzo a una rinnovata crisi politica nel paese.
Un certo numero di leader politici ha organizzato un ampio raduno anti-governativo al centro di Tbilisi, dichiarando l’intenzione di realizzare una “rivoluzione pacifica”. Hanno chiesto ai manifestanti di marciare verso il palazzo presidenziale e di occuparlo.
Diversi gruppi di manifestanti lo fecero. Riuscirono a entrare nelle aree del palazzo, ma a quel punto la polizia e le forze speciali erano arrivate sulla scena. La protesta fu dispersa, mentre gli organizzatori e i partecipanti all’assalto furono detenuti.
Nel procedimento penale aperto successivamente, sono stati contestati capi d’imputazione a 66 persone. Cinque individui — Paata Burchuladze, Murtaz Zodelava, Irakli Nadiradze, Lasha Beridze e Paata Mandzhgaladze — sono stati condannati a sette anni di carcere ciascuno. Altri tre — Tornike Mchedlishvili, Nika Gventsadze e Irakli Chkhvirkiya — hanno ricevuto condanne di cinque anni, mentre un altro imputato di nome Irakli è stato condannato a due anni di reclusione.
Cosa dice il rapporto TI
I partecipanti alla manifestazione hanno accusato il partito al governo Georgian Dream di aver manomesso le elezioni, abbandonato la traiettoria europea del paese e sopresso voci dissidenti. Il messaggio politico principale della protesta era un appello al “rovesciamento pacifico” delle autorità — formulazione che il governo in seguito ha descritto come un “tentativo di colpo di stato”.
Failed ‘peaceful revolution’ and new repressions: where Georgia is heading after October 4
The government accuses the West of inciting a coup
Secondo Transparency International Georgia, i procuratori hanno costruito una parte significativa del loro caso attorno a questa frase. Tuttavia, TI sostiene che l’invocazione di un “rovesciamento pacifico” fosse uno slogan politico piuttosto che un incitamento alla violenza. L’organizzazione afferma che le disposizioni del Codice Penale riguardanti il rovesciamento violento del potere possono essere applicate solo quando esiste un invito diretto alla violenza o a un’azione armata.
Tuttavia, secondo il rapporto, né i discorsi pubblici né lo scenario della protesta hanno indicato l’esistenza di una operazione violenta pre-pianificata. Secondo la valutazione di TI, le autorità hanno trasformato la retorica politica in un caso penale.
L’episodio più controverso si è svolto davanti al palazzo presidenziale. Alcuni manifestanti si sono avvicinati all’edificio e, pochi minuti dopo, una sezione della recinzione è crollata e diversi dimostranti sono entrati nel cortile. Le forze speciali hanno quindi preso rapidamente il controllo dell’area.
Gli autori del rapporto pongono particolare enfasi sulla recinzione stessa. Secondo l’organizzazione, ci sono motivi razionali per sospettare che la struttura fosse stata danneggiata in anticipo e riparata in modo da non resistere neppure a una pressione minima. Il sospetto è rafforzato da i filmati trasmessi da TV Pirveli, che, secondo l’organizzazione, sembrano mostrare che i supporti in metallo fossero deformati.
Dieci persone condannate in Georgia per il tentativo di assalto al palazzo presidenziale il 4 ottobre 2025
Paata Burchuladze e altri quattro sono stati condannati a sette anni, mentre gli altri hanno ricevuto condanne a cinque e due anni

L’organizzazione ritiene inoltre sospetto che la recinzione — uno degli elementi centrali delle prove nel caso — non sia stata adeguatamente conservata dalle autorità di polizia. Non è stata né sigillata né sottoposta a un esame forense completo. Inoltre, gli esperti avrebbero redatto le loro conclusioni senza mai esaminare la recinzione stessa, affidandosi unicamente al materiale fotografico.
Transparency International Georgia suggerisce che le autorità di polizia potrebbero aver creato essi stessi le condizioni che hanno provocato la confrontazione. Il rapporto lo descrive come una possibile “trappola” o provocazione — una pratica criticata dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo in diverse sue sentenze.
Il rapporto esamina inoltre separatamente il ruolo dei tribunali. I suoi autori sostengono che in un paese in cui centinaia di funzionari pubblici e decine di giudici sono sanzionati a livello internazionale, sia difficile parlare di un sistema giudiziario indipendente. A loro avviso, questo contesto ha creato le condizioni affinché casi politici venissero perseguiti tramite procedure penali.
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L’argomento centrale del rapporto è che le autorità georgiane hanno usato gli eventi del 4 ottobre non per neutralizzare una minaccia genuina, ma per intimidire il movimento di protesta. Secondo l’organizzazione, la teoria di un “colpo di stato” tentato non è mai stata dimostrata, mentre il caso stesso assomiglia di più a uno sforzo per dipingere una protesta di massa come un atto criminale.
Prigionieri politici in Georgia