La Bosnia ed Erzegovina terrà elezioni nazionali il 4 ottobre, ha annunciato la Commissione Centrale Elettorale del paese.
Questo processo arriva in un periodo di instabilità politica prolungata, in cui le divisioni etniche e istituzionali continuano a ostacolare le riforme necessarie per l’integrazione europea.
Nazione balcanica, divisa dalla fine del conflitto degli anni ’90 tra entità serbe e croato-musulmane, affronta spesso elezioni complesse e risultati controversi a causa di accuse di frode.
Per aumentare la trasparenza, la Commissione Centrale Elettorale ha annunciato nuove misure di sicurezza, tra cui controlli biometrici dell’identità e scanner elettronici delle schede elettorali in circa 6.000 centri di voto.
Gli elettori sceglieranno i membri della presidenza tripartita, il parlamento centrale e i parlamenti specifici di ciascuna entità.
Inoltre, nell’entità croato-musulmana saranno eletti anche i consigli cantonali locali.
Le elezioni si svolgono dopo un periodo turbolento nella Repubblica Srpska, dove il presidente Milorad Dodik è stato destituito dall’incarico nel 2025 a seguito di violazioni reiterate delle decisioni dell’Alto Rappresentante.
La crisi politica provocata dal suo caso giudiziario ha ulteriormente rallentato le riforme necessarie per il percorso della Bosnia verso l’Unione Europea.
Sebbene il paese abbia ottenuto lo status di candidato all’UE nel dicembre 2022, i colloqui di adesione sono rimasti bloccati. Poco progresso è stato fatto nella lotta alla corruzione, al crimine organizzato e alle riforme della giustizia, a causa delle divergenze continue tra i rappresentanti delle comunità serbe, bosniache e croate.