Il 21 aprile, l’organizzazione internazionale per i diritti umani Amnesty International ha pubblicato il suo rapporto annuale che valuta lo stato dei diritti umani in tutto il mondo nel 2025. Il rapporto copre 144 paesi, tra cui la Georgia, e delinea violazioni documentate, cambiamenti legislativi e pratiche istituzionali.
Esamina le restrizioni riguardo la libertà di riunione e di espressione pacifica, nonché l’uso della forza, le detenzioni e i processi giudiziari in diversi paesi.
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Il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, Michael O’Flaherty, ha riassunto gli esiti degli incontri tenuti durante la sua visita in Georgia.
Quadro generale
Il rapporto di Amnesty International afferma che nel 2025 un certo numero di paesi ha assistito a un aumento delle pratiche autoritare, a una contrazione dello spazio civico e a episodi di utilizzo della forza da parte delle forze dell’ordine. Segnala anche che molti incidenti sono stati legati all’impunità e a una mancanza di responsabilità.
Georgia: legislazione e ambiente di protesta
Nella sezione dedicata alla Georgia, il rapporto descrive i cambiamenti legislativi e il loro impatto sulle proteste pubbliche e sull’attivismo civico. Si dice che, a seguito delle proteste iniziate nel novembre 2024 per il rinvio dei colloqui di adesione all’UE e l’adozione della cosiddetta legge sui “agenti stranieri”, le restrizioni legali nel paese siano state inasprite.
Secondo il rapporto, sono state introdotte multe amministrative in relazione all’attività di protesta e la responsabilità è stata aumentata, anche per indossare maschere e bloccare strade.
Detenzioni e pratiche delle forze dell’ordine
Amnesty International afferma che ci sono state numerose detenzioni durante le proteste, inclusi manifestanti, giornalisti e figure dell’opposizione.
L’organizzazione riporta accuse di uso della forza durante gli arresti, accesso limitato agli avvocati e mancanza di accesso alle cure mediche. Segnala anche casi in cui i detenuti si sono presentati davanti al tribunale con capi d’accusa amministrativi o penali.
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L’organizzazione afferma che la violenza contro i manifestanti costituiva una pratica amministrativa coordinata.

Procedimenti giudiziari
Secondo il rapporto, alcuni processi sono stati condotti secondo procedure accelerate, che in molte situazioni hanno portato a pene detentive. Il documento afferma che le accuse erano legate sia alla partecipazione alle proteste sia agli scontri con le forze dell’ordine.
Descrive anche diversi casi in cui gli imputati hanno ricevuto condanne pluriennali in relazione a vari incidenti, comprese accuse di violenza contro la polizia.
Società civile e media
Amnesty International afferma che le organizzazioni della società civile e i media indipendenti in Georgia operano sotto una maggiore pressione legale e amministrativa.
Il rapporto fa riferimento a regolamenti imposti alle organizzazioni che ricevono finanziamenti esteri, nonché a casi riguardanti il congelamento di conti bancari e l’avvio di indagini amministrative.
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Rapporto di Amnesty International sulla Georgia per il 2025